sabato 1 giugno 2019

Improvvise domande stupide che mi pongo di sabato mattina

 Improvvise domande stupide che mi pongo di sabato mattina presto

Svolgimento
  • Se non esistesse maggio, Tozzi avrebbe cantato lo stesso Ti amo?
  • Esiste una relazione tra il fatto che l'attore Morgan Freeman e l'ex giocatore del Napoli Giuseppe palo 'e fierro Bruscolotti compiano gli anni il primo giugno?
  • Si potrebbe vietare a livello costituzionale globale mondiale che una/un qualunque eletta/o a una qualsiasi carica politica avvenuta tramite voto popolare o parlamentare dica durante il discorso di insediamento sarò il qualcosa per cui sono stata/o eletta/o di tutti?
  • Potrebbero alcuni insegnanti smettere di impostare le lezioni iniziando con delle domande tipo "sapete chi è xy?" o "che cosa è questo?" e se nessuno sa la risposta dire "siete ignoranti". Prof facciamo a capirci se vengo a scuola è perché sono ignorante quindi dimmi quello che mi devi dire senza rimarcare la mia ignoranza. Sia chiaro io agli insegnanti voglio bene e farei a tutti un monumento ma quando ero studente almeno 10 minuti di partivano per questo siparietto.
  • Non sarebbe meglio se io il sabato mattina dormissi invece di svegliarmi come se dovessi andare al lavoro e scrivere queste cose?
Saluto e ringrazio e per la cortese attenzione

domenica 19 maggio 2019

Insegnare non è un reato

XY gestisce un bar che offre alla clientela molte varianti al caffè tradizionale, una su tutte il caffé marocchino.
Qalche giorno fa, su segnalazione di alcuni attivisti di Fratelli di torrefazione e Espresso d'Italia, il bar è stato visitato dagli agenti per la salvaguardia delle tradizioni e la difesa dai nomi con prodotti esotici.
Il bar dovrà sospendere le attività per almeno quindici giorni in attesa di verifiche.
Il barista, visibilmente amareggiato, ha dichiarato: "Il mio compito è di servire i clienti, offrendo loro alternative, assecondando i loro gusti, sono scelte personali e che non implicano una presa di posizione contro questo o quel modo di bere caffè ma solo esperienze personali libere".
AB produce mobili e oggetti in bambù.
Dopo che alcuni clienti di AB hanno dichiarato, davanti a sostenitori di Legno Italico, che trovavano i prodotti migliori dei mobili realizzati con legno più tradizionale si è scatenata una protesta ce ha portato gli agenti della difesa del legno peninsulare a visitare l'azienda per determinare se l'opinione della clientela si fosse formata liberamente o imposta dal produttore AB.
AB è stato sospeso dalla sua attività per almeno quindici giorni in attesa del risultato delle indagini.
AB ha dichiarato: "I miei prodotti non sono contro questo o quel legno. I confronti li fanno i potenziali clienti dopo aver visto quello che faccio io e quello che producono gli altri, tutto è frutto della loro libera scelta".
Adesso proviamo a metterla in questa maniera.
Da sempre uno degli scopi della scuola non è la semplice trasmissione di nozioni ma anche sviluppare  la capacità di analisi e approfondimento degli argomenti studiati.
Su qualsiasi tema non c'è mai stata, non c'è e non ci sarà mai una sola opinione.
Un bene, un male?
Per il momento viviamo in una nazione nella quale se ne può parlare liberamente.
Una nazione nella quale cercare di insegnare che le cose vanno non solo imparate ma studiate e approfondite non è un reato.
Almeno per il momento.



sabato 18 maggio 2019

Sergio Pellissier

A volte penso quanti gol in più in carriera avrebbe potuto fare Sergio Pellissier se avesse giocato in una squadra con ben altre ambizioni di classifica.
E quante presenze avrebbe fatto in nazionale?
Come sempre per queste domande non c'è una risposta, mi devo accontentare di quello che ho visto in campo.
E quello che ho visto è stato un giocatore che non si è mai tirato indietro quando è stato chiamato a dare una mano, uno che ha masticato amaro in panchina quando qualche allenatore pensava non potesse più essere utile.
Sarebbe stato più facile andare altrove e invece Pellissier è rimasto, pronto a prendersi la propria rivincita al momento opportuno.
Forse perché, a dispetto di altri, Pellissier ha sempre saputo che la dimensione giusta per lui fosse il  Chievo.
C'è sempre un momento di malinconia quando le storie finiscono, quando le bandiere lasciano.
Anche perché tra il suo primo gol con la maglia del Chievo e oggi ci sono 17 anni e in quasi venti anni quante cose cambiano.
Grazie Capitano di esserci stato in tutto questo tempo.




lunedì 22 aprile 2019

C'era una volta un tennista di nome Fabio Fognini...

C'era una volta un tennista di nome Fabio Fognini, talentuoso di belle prospettive ma nervoso, a volte insopportabile.
Capace di ogni risultato e capace di perdere clamorosamente.
C'era una volta quel Fabio Fognini.
Poi è iniziata un'altra storia, fatta di tornei nei quali i risultati si costruiscono punto su punto, nei quali il talento è fondamentale ma è solo una parte della partita.
E se si impara a incassare i colpi degli avversari allora si impara anche a vincere o almeno a battersi alla pari.
C'è chi nasce forte perché madre natura ti dà tutto subito e chi nasce con qualcosa in meno che occorre aggiungere nel tempo.
A Fognini mancava qualcuno che lo aiutasse a capire che il tennis è anche "sofferenza".
Così Flavia Pennetta e ora con lei Corrado Barazzuti gli hanno fatto capire che il talento è fondamentale ma non serve solo quello.
Serve avere la pazienza di prendere le misure all'avversario, serve capire quando fare una risposta difensiva e quando sfoderare il colpo risolutore.
C'era una volta Fabio Fognini, talentuoso giocatore di belle speranze; capace di ogni risultato e di perdere clamorosamente.
Oggi c'è un altro Fabio Fognini e basta questo.


sabato 20 aprile 2019

Il sabato del villano

Ho passato la mattina di questa vigilia pasquale guardando qualche filmato su Massimo Bordin, i radicali vecchia e mai sopita passione politica.
Oggi le opinioni sono per la maggior parte urlate o quelle che i mezzi di informazione propongono lo sono; e una opinione urlata non è un ragionamento, non è un esporre un punto di vista argomentandolo.
Vuol dire solo "ho ragione io e basta!".
Bordin, con le sue opinioni condivisbili o meno (era pur sempre di parte) argomentava e lo faceva partendo da fatti, da solide basi culturali.
Opinione non propaganda.
La villania, il " ME NE FREGO!" sono  la ricetta per comunicare oggi anche da chi la legge dovrebbe difenderla.
L'incapacità di ragionare, lo sforzo nel farlo si nasconde dietro lo slogan che porta il facile plauso delle genti.
Ciao Massimo Bordin che conoscevi poesie come Il sabato del villaggio, sono tempi difficili qui ora si vive il continuo sabato del villano.

mercoledì 17 aprile 2019

La vita semplice dei gatti

A noi umani è chiesto di sapere più cose possibili, cose che ci permettano di avere un lavoro, una posizione sociale, una famiglia di qualsiasi tipo.
Insomma dobbiamo districarci tra scadenze, discorsi e situazioni nelle quali vige la presunzione che una persona sappia un numero indefinito di concetti che gli permetta di sostenere una conversazione, esprimere un'opinione.
Ora si aprirebbe un lungo dibattito su quelli che sanno veramente le cose e quelli che se le inventano ma fingiamo che molti sappiano abbastanza cose.
I gatti?
Ai gatti importa dei documentari di Alberto Angela?
Importa a loro quale impatto avrà la politica del governo sul paese?
Sanno che si voterà per le elezioni europee il 26 maggio prossimo venturo?
Discutono sulla simbologia di una chiesa che brucia nell'ottica di una Europa unita ma continuamente attaccatta da pericolosi sovranisti?
No.
A loro importa solo  di avere la una ciotola di cibo e acqua adeguatamente rifornita quotidianamente.
Importa solo che ci sia un angolo del divano loro e solo loro nel quale dormire beatamente raggomitolati come se niente fosse per ore.
Importa solo che ci sia un luogo adatto per fare i bisogni corporali.
A loro importa di noi umani?
Non lo so forse solo nella misura in cui sappiamo soddisfare i loro bisogni primari.
E se non ci fossimo noi umani?
Avrebbero preso di mira qualche altra razza, un compromesso storico con i cani o qualche equino.
Cos'è questa cosa che si sfregola sul mio braccio?
La mia gatta! Ecco un po' di carezze grigia gattona.
In fondo in fondo non siamo anche noi come dei gatti?
Viviamo, lavoriamo, mangiamo ma alla fine cerchiamo anche noi una carezza.
La vita semplice dei gatti, la vita complicata degli umani.
Oppure solo la vita.

sabato 6 aprile 2019

io, me stesso e il Vinitaly

Avete presente quando una cosa piace a tantissime persone ma a voi no?
Di solito a questo punto c'è sempre quella o quello (avete notato come per il politicamente corretto ho messo quella prima di quello vero?) che risponde "no, non lo so!"
Supponiamo invece lo sappiate, insomma a chi non piace il vino?
Però c'è chi il vino lo ama di più e chi invece, come me, non ritiene fondamentale l'esistenza del vino.
Chiariamo un punto, tutti a volte siamo maggioranza, tutti a volte siamo minoranza.
Quindi io amo alla follia cose che a altre persone non piacciono e viceversa.
Torniamo dunque al vino!
Dicevo che per me l'esistenza del vino non è fondamentale e talvolta ho subito giudizi severi su questo.
Uno zio per esempio quando sono ospite a pranzo a casa sua continua a ripetermi "versati del vino" o "hai bevuto del vino?" o anche "non ti piace bere vino?", sembra un nastro rotto.
Persino quando gli faccio vedere che prendo la bottiglia, verso il vino nel bicchiere e lo bevo, dopo due secondi "perché non ti versi del vino?"
Se non bevo scuote la testa deluso e mi chiede, come se fossi un grave problema per la società, "non ami molto il vino vero?"
Inutile spiegare i problemi che ptrebbero derivare alla guida, inutile.
Amo vedere quei riti come versare il vino nel decanter e tu (cioè io) ignorante allunghi la mano perché vuoi versarti un bicchiere e puntuale come una sentenza divina il vocione del padrone di casa ti ferma quasi urlando "CHE FAI???!!! IL VINO DEVE OSSIGENARSI!!!".
Scusa vino se stavo per non farti diventare biondo... ah no è un'altra cosa.
Poi quel gesto di versare il vino e iniziare a roteare il bicchiere prima di berlo? A cosa serve? Per mischiare vino con vino, vino che erà già dentro un recipiente pieno di vino e si suppone quindi già mischiato con vino?
Poi nelle osterie... la domanda "che vino consiglia?" allora tirano fuori nomi strani come sassofratto della vinaia di colle belsito di marca trevigiana (manca solo tiro all'incrocio dei pali e gol al novantesimo degli ospiti).
E una volta snoccialati tutti i vini della cantina la domanda finale che presuppone in chi la pone il desiderio di far sapere all'oste che te ne intendi di vino e quindi non si deve permettere di prenderti per il naso "sono vini in bottiglia o di mescita?".
Fermiamoci un attimo non so se la domanda sia corretta o meno, quindi non storcete il naso intenditori!
Vi ricordo che è un post ironico sul mio essere inadeguato al maggior evento annuale del settore enologico.
In buona sostanza sei in un'osteria, dopo una giornata di lavoro, ti vuoi concedere un pasto differente dal solito e ti devi sorbire quindici minuti di questo rito sul chi la sa più lunga sui vini mentre tu divoreresti persino il tavolo dalla fame che ti ritrovi.
Poi io il vino lo bevo anche, mi piace e un buon rosso o un buon bianco me li bevo sempre volentieri.
Nell'ultima frase è  racchiusa tutta la mia conoscenza sui vini. Rossi o bianchi, c'è anche il rosè ma vi giuro che è tutto quello che so.
Potrò sopravvivere all'arrivo del Vinitaly che scuote Verona a livello alcolico come non mai? Certo!
Probabilmente con un buon bicchiere in buona compagnia!